PROTOCOLLO COIMBRA E VIT. D

Mi fa piacere condividere importanti informazioni riguardanti le malattie autoimmuni, la sclerosi multipla ed il “Protocollo Coimbra” ,dal  nome del suo inventore Dott. Cicero Coimbra, che le cura in modo naturale da anni con la somministrazione di forti dosi dell’ormone D ( erroneamente definito vit.D ). Vi segnalo per maggiori informazioni il gruppo FB “Per un’altra terapia – Vitamina D per la SM e per le malattie autoimmuni”

e condivido con piacere il resoconto del Congresso sulle malattie autoimmuni di Francoforte di un iscritto al gruppo.

“Resoconto del congresso su micronutrienti e malattie autoimmuni (incentrato sopratutto sulla vitamina D e il protocollo Coimbra). 13-15 Aprile 2018, Francoforte.

Vi voglio scrivere della bellissima esperienza avuta a Francoforte. Se prima di partire la mia convinzione sull’effettiva efficacia del protocollo era del 95% circa (sono molto duro da convincere, anche se vedo quotidianamente i risultati su me stesso), ora ne sono convinto al 1000%.

Il primo giorno c’é stato un workshop, con una iniziale presentazione da parte del prof. Holick (il luminare che ha scoperto il metabolismo della vitamina D negli anni settanta ed uno dei massimi esperti sull’argomento), seguita da una presentazione da parte di Coimbra.

Che dire… Holick è letteralmente innamorato di Coimbra. Ha passato la vita a studiare la vit. D ma non ha mai avuto il coraggio di provare a darla ad alti dosaggi, temendo reazioni avverse legate all’assorbimento di troppo calcio. È stato diverse volte in Brasile a trovare Coimbra, ed è assolutamente sbalordito dai risultati che questo ha ottenuto.

Dopo altri due interventi, I professori presenti si sono messi a discutere su come diffondere la terapia. A fine anno in Germania dovrebbero partire i primi studi ufficiali. Al momento stanno ancora raccogliendo i fondi necessari. Pare che anche Holick voglia muoversi a fare una pubblicazione negli Stati Uniti. La storia che Coimbra viene impedito di fare pubblicazioni sul suo protocollo è assolutamente vera. In Brasile senza approvazione da parte di un comitato “etico”, non è possibile pubblicare un bel nulla. Il dispiacere di Coimbra per la cosa era ben visibile. Speriamo che vada tutto bene e che l’industria farmaceutica non riesca a mettere i bastoni tra le ruote. Che ci proveranno è chiaro come il sole: è a rischio un giro di soldi di pazzesco…
Il secondo ed il terzo giorno, si sono susseguiti interventi molto interessanti di diversi professori, esperti in vari rami che come denominatore comune hanno le malattie autoimmuni. Le piú interessanti sono state quelle del prof. Groeber, specialista di micronutrienti e carenze nutrizionali nelle malattie autoimmuni, e quella del prof. Carlberg, che ha parlato delle interazioni epigenetiche tra vit. D e DNA. Oltre a queste ci sono stati esperti che hanno parlato di omega 3, stress, analisi di laboratorio nelle malattie autoimmuni, livelli ormonali, macrobiota intestinale e molto altro.

Man mano che si susseguivano gli interventi, si è composto un quadro sempre più chiaro ed inquietante: siamo difronte alla più grossa piaga del secolo. Il deficit endemico di vitamina D non è legato solo alle malattie autoimmuni, ma è causa di una enorme fetta di malattie che hanno eziologia ancora non chiara: autismo, Alzheimer, Parkinson, depressione, osteoporosi, demenza senile, degenerazione della macula, disturbo dell’attenzione nei bambini, fibromialgia e chissá quante altre ancora. Inoltre gioca un ruolo importantissimo in molte malattie multifattoriali come diabete tipo 2, cancro, ipertensione, arteriosclerosi, insufficienza cardiaca e molte altre.

La vitamina D è un ormone importantissimo (alla stregua degli altri ormoni come quelli tiroidei, sessuali ecc. ecc.). Il suo principale problema è che per sbaglio è stata chiamata “vitamina” e per questo non viene presa abbastanza sul serio dalla comunità scientifica. È stato appurato che i recettori per la vitamina D sono presenti in tutti i tessuti del corpo e in ogni cellula svolge compiti diversi (trascrive più di 500 proteine!!!).

Da dove origina questa carenza diffusa di vitamina D? Semplice: non ci esponiamo più al sole, quando ci esponiamo usiamo creme altamente protettive e la luce filtrata dai vetri non stimola la produzione di vit. D. Infatti per produrla servono raggi UV di una specifica lunghezza d’onda (290-315 nm), che erroneamente vengono considerati dannosi e vengono schermati con tutti i mezzi possibili. A questo si aggiunge il fatto che con la vecchiaia la cute si assottiglia e perde funzionalità, risultando in una diminuzione della produzione di vit. D del 75%. Inoltre per una corretta attivazione della vit. D servono tutta una serie di cofattori che normalmente dovremmo assorbire con il cibo e che nel cibo non sono più presenti. Un esempio è il magnesio: nei campi non si fa più la maggese e i terreni sono impoveriti di magnesio. Il risultato è che mangiamo verdure che dovrebbero darci il magnesio necessario ad un corretto funzionamento cellulare ed una corretta attivazione della vitamina D, ma in verità queste verdure non contengono minimamente il magnesio necessario. Il risultato è un ulteriore decremento della attività della già carente vitamina D.

In sostanza pare che tutte le patologie che stanno avendo un aumento di incidenza negli ultimi anni, siano causate dalla poca esposizione al sole e al deficit di micronutrienti. A queste si aggiungono le patologie tipiche della vecchiaia. Alla poca esposizione al sole si aggiunge la diminuzione della produzione di vit. D e il risultato è una esplosione di malattie con l’avanzare dell’età, che vengono trattate con farmaci che cercano di mettere delle pezze ma che non riescono a risolvere la causa.

Pare tutto troppo semplice vero? È proprio questo il punto. Alla conferenza il prof. Coimbra come premessa ha spiegato che la metodologia alla base del protocollo è rasoio di Occam: « A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire ». Ci sono moltissimi studi che mettono in relazione le patologie che vi ho elencato con la carenza di vitamina D. La spiegazione più semplice (e quindi da preferire secondo il principio di Occam) è che la produzione di vitamina D è diminuita per la minore esposizione ai raggi UV necessari a produrla, la minore produzione legata all’età e il diminuioto metabolismo della vitamina D dovuto al deficit di nutrienti (vedi magnesio).

Se conoscete persone che hanno malattie che possono entrare in relazione con la carenza di vitamina D, ditegli di andare dal medico e farsi misurare il valore di vitamina D! Lo stesso vale per i vostri parenti e conoscenti anziani. Negli anziani è importantissimo integrare la vitamina D per prevenire malattie e demenza!

Con molto rammarico ho appena visto che il video della conferenza di Coimbra è stato nuovamente rimosso. Siamo difronte alla più grande carenza ormonale della storia e ho come il sentore che stia per esplodere una vera e propria guerra per la nostra salute. Gli interessi delle case farmaceutiche sono enormi e faranno di tutto per precluderci l’accesso alla vitamina D.

Dobbiamo scendere in trincea ed armarci: informarci, studiare, diffondere il più possibile le informazioni in nostro possesso ai nostri conoscenti. Se hanno problemi di salute attribuibili alla vit. D dobbiamo spingerli a farsela misurare e ad integrarla. Dobbiamo parlare con i nostri medici e cercare di convincerli ad informarsi (questo sarà il compito più difficile).

È in ballo la salute di tutti noi e dobbiamo sentirci in obbligo di lottare per non farcela portare via.”